Chi siamoSoluzioniRicercaEventiDownloadRassegna StampaNovitàProdottiRicercaRichiesta assistenzaRichiesta informazioniHomepage

Le soluzioni Audiogamma: Istruzioni per l'uso
Selezionare, acquistare, installare un sistema hi-fi non è così banale come può sembrare. Un sistema audio/video multicanale poi, è quasi come sottoporsi ad un esame di laurea. Se si è poco esperti, meglio affidarsi ad uno che lo sia, meglio se titolato. Gli amici sono… amici. Forse non si risparmierà tempo, forse nemmeno soldi, ma eviteremo di farci del male. Aprendo un annuario o una guida all’acquisto si rimane letteralmente bombardati dalla messe di marchi sconosciuti, caratteristiche ignote, prezzi disarmanti. Cosa, come scegliere nel mazzo? Meglio affidarsi a dei professionisti, quindi, soprattutto se hanno qualche decennio di esperienza ed una tradizione consolidata alle spalle.

Quelle rappresentate da Audiogamma e Audiodelta sono tutte aziende di primaria importanza, presenti sui mercati di tutto il mondo, strutturalmente attrezzate per fornire apparecchi di qualità superiore per tecnologia e prestazioni e – nel caso – provvedere ad un’assistenza tecnica qualificata ed efficace. Essi provengono da una filiera produttiva trasparente e legittima, certificata per affidabilità, competenza, professionalità.

Uno dei rischi maggiori che può correre l’appassionato è il proprio entusiasmo. Questo lo può indurre in confusione, sollecitato com’è dal baluginio dei metalli o dalla calde venature dei legni. Per non rischiare la delusione, talvolta profonda anche in termini finanziari, va elaborata una strategia, un metodo basato su dei criteri valutativi che, se seguito con un minimo di coerenza, può metterci al sicuro da brutte sorprese e farci ottenere i risultati desiderati.

La cubatura, la forma, le porte, le finestre, i rivestimenti delle pareti, l’arredo della sala che andrà ad accogliere l’impianto è l’interfaccia naturale ed ineludibile di qualsiasi sistema acustico, soprattutto se multicanale. B&W (Bowers & Wilkins) offre un vastissimo ventaglio di scelte per trovare le casse acustiche idonee al proprio. Modelli da incasso, a colonna, a torre, da libreria, da tavolo, “soundbar” (Panorama), dock-station (Zeppelin), fino agli “studio monitor”, il pezzo forte dell’azienda britannica, nate per i cultori della musica e della discografia. Un catalogo così ampio, che ha come patrimonio genetico l’altissima qualità, è indispensabile per rispondere alla complessità della domanda di riproduzione musicale, aumentata esponenzialmente dalle tecnologie per l’home-entertainment. Una soluzione per ogni ambiente domestico e applicazione elettronica. In stanze di dimensioni contenute (entro i 15 mq), meglio rinunciare ad un po’ di gamma bassa, piuttosto che far indigestione di risonanze e rimbombi, non capendo più nulla della musica che va suonando. In siffatte condizioni è altamente raccomandabile un paio di casse da scaffale, o piedistallo, montate ben salde, orientate verso il divano su cui si ascolta. Un modello a torre, con doppio woofer, capace di scendere con vigore sotto i 100 hertz, ha bisogno, a sua volta, di uno spazio di 30/40 metri quadri, necessitando d’aria ai lati e posteriormente per esprimersi al meglio. All’interno di queste due esemplificazioni ci sono tutte le altre situazioni, valutabili di volta in volta, con l’ausilio del buon senso e del professionista che vi sta suggerendo l’acquisto.

Evasa la problematica cassa acustica>locale d’ascolto, va affrontata la seconda: cassa acustica>amplificazione. Taluni appassionati usano scorrere le specifiche tecniche riportate nei depliant dei prodotti, o nelle guide all’acquisto, alla ricerca di dati che facciano desumere, oltre ai connotati fisici, il livello e la qualità delle prestazioni. Pratica utile, ma altamente insufficiente e fortemente fuorviante. Come tentare di capire la personalità di un individuo dal numero di calzatura, dall’altezza o dal colore degli occhi. Alcune aziende costruttrici, quelle che amano proporsi alla clientela con un approccio scientifico, nelle specifiche tecniche dei propri prodotti riportano dei dati essenziali utili a conseguire un corretto abbinamento con gli altri componenti la catena. Ricordiamoci che ciò che ascoltiamo, o vediamo, è il frutto sinergico di una somma di componenti connessi l’uno all’altro. Il collegamento tra essi è una delle operazioni che richiede più attenzione. Ci sono, in primis, delle valutazioni di carattere squisitamente tecnico da fare. Garantita la correttezza di queste, si può svariare nell’ambito del soggettivo, ma andiamo per gradi.

B&W, nelle sue specifiche tecniche, sempre esaurienti ed accurate, segnala - oltre all’impedenza nominale (di solito 8 ohm), anche il valore minimo di questa che – salvo che in pochissimi modelli - si aggira tra i 4 ed i 3 ohm. A scanso di equivoci, questo non è un difetto, ma una conseguenza dovuta al progetto e ai materiali impiegati per ottenere le migliori prestazioni. Dato l’amplificatore giusto, questi valori si traducono in vantaggio, spuntando da esso una maggiore disponibilità energetica.

Molti appassionati, anche se di studi umanistici, conoscono la legge di Ohm, per cui una potenza applicata (watt), raddoppia al dimezzarsi dell’impedenza (ohm). Gli amplificatori più rispettosi di questa legge sono quelli in grado di erogare energia in modo crescente affrontando bassi valori di resistenza (come i 3 ohm), senza “dolersene” elettricamente. Il risvolto pratico, all’ascolto, è una maggior dinamica, bassi più potenti e controllati, alti più precisi.

Anche se oggi la maggior parte delle casse acustiche in commercio presenta un valore di 4 ohm, non è affatto scontato che tutti gli amplificatori in commercio siano in grado di pilotarle con successo. Taluni non sopportano un carico inferiore ai 5 ohm. Cosa accade in tal caso? Nella gamma di frequenze dove l’impedenza sarà più ostica all’amplificatore, questi produrrà meno energia, non avendo uno stadio di alimentazione e potenza opportunamente dimensionati. L’esito sarà meno bassi, dinamica costipata, distorsione palese con il crescere del livello sonoro. Può anche capitare che l’amplificatore vada in protezione per eccessivo riscaldamento dei transistors; o smetta di funzionare, producendo scintille e fumo, mandando in malora pure gli altoparlanti. Questo ultimo caso è più raro, ma non impossibile, soprattutto con materiale dai dubbi natali e nell’audio/video, con amplificazioni date per pilotare fino a sette canali con 100 watt cadauno, in realtà capaci di sviluppare 40-50 watt solo sui canali anteriori, e su un minimo di 5 ohm. Audiogamma e Audiodelta, offrono una panoramica di sistemi di amplificazione (Denon, Rotel, Copland, Primare, Jeff Rowland, Classé Audio, Esoteric, ProJect, Lehmann, Convergent) che già a partire da poche centinaia di euro sono in grado di alimentare con successo casse ritenute elettricamente “difficili” o “dure”.

Con questi presupposti diventa più semplice la ricerca di una amplificazione di classe idonea alle casse prese in considerazione in precedenza in funzione del proprio ambiente d’ascolto. La Serie 600 – comprensiva di modelli da libreria fino a “torri” con doppio woofer - ben si accompagna alle amplificazioni Rotel o Denon, sia per classe di prezzo, sia per tasso qualitativo, avendo già detto della compatibilità elettrica. Passando alla CM Series (anche qui, due modelli da scaffale e due da pavimento), con diversi punti di contatto tra Serie 600 e 800 Series Diamond, questa può essere di grande soddisfazione, se abbinata con i modelli più sofisticati dei due marchi succitati (Denon e Rotel), o addirittura, osare a mettere un piede in territorio High-End, optando per un apparecchio orientato alla prestazione pura: l’I-21 di Primare. Design e costruzione scandinava, funzionalità minimalista, splendido suono e look. Salendo di grado, viene spontanea ed immediata la proposizione dei deliziosi B&W 805 SD, l’unico modello da scaffale della prestigiosa 800 Series Diamond. Possono sposarsi con un’ampia gamma di elettroniche, purché di alto rango ed adattarsi ad una grande tipologia di ambienti, anche piuttosto grandi. L’integrato I-30, sempre Primare, è una delle opzioni più promettenti: potenza, controllo, finezza e… bellezza. Discorso simile si può fare con Copland, anche lui scandinavo e minimalista, con tecnologia valvolare e cosmetica purista. Gli 805 SD, per somma di qualità, possono essere considerate acustiche “definitive” nella stanza ove non sia possibile accogliere modelli di litraggio più generoso. E ciò non deve considerarsi un limite al sistema che si vuol comporre. Ampliando metri cubi e orizzonti, le cose cambiano e di molto. I modelli da pavimento di tutte le serie diventano una scelta praticabile, ma l’installazione dovrà sempre essere particolarmente accurata, soprattutto per quanto riguarda la distanza dalle pareti, mentre l’amplificazione dovrà essere energeticamente sovrabbondante per garantirsi dinamica e controllo.

Tornando alla 800 Series Diamond, e detto dell’unico due/vie da scaffale, il resto della gamma è composto da modelli multivia da pavimento che utilizza la componentistica migliore dell’intero catalogo B&W. Questi modelli sono considerati dagli esperti internazionali tra i migliori al mondo sotto molti aspetti, dalla resa acustica alla costruzione, ma per estrarre le loro tante bontà vanno amministrate con il giusto rispetto. Nonostante la loro mediamente alta sensibilità (si attesta attorno ai 90dB), per poterli far suonare davvero, bisogna “nutrirli” con una buona dose di watt ed ampere. Per i modelli più “piccoli” (804/803 SD) si può ancora azzardare l’associazione con un grande integrato (Primare I-30, Jeff Rowland Continuum, Classé CAP-2100), ma il meglio si consegue impiegando un’amplificazione in “due-telai” (preamplificatore + amplificatore di potenza). Scelta naturale ed efficace è quella con Classé Audio (Canada), a stato solido, di grande appeal estetico e funzionale, modulabile per sofisticazione con una serie di finali stereo e monofonici. Le alternative di livello, comunque, non mancano: Jeff Rowland Design Group, Primare, e Convergent, quest’ultime due con pre valvolari. Tutte consentono una flessibilità operativa sufficiente per pilotare idoneamente anche il più impegnativo modello della gamma. Da non dimenticare l’opportunità di comporre un’amplificazione “ibrida”, con pre a tubi e finale a transistors. In questo caso, un preamplificatore stellare come il Convergent SL-1 può realmente di trasformare la riproduzione tecnica della musica in un evento a sé stante, dotato di una sua propria cifra emozionale e spettacolare.

Un capitolo a parte lo meritano i fuoriclasse, i prodotti che meritano tutto l’appellativo High-End, modelli superlativi che richiedono l’onore e l’onere di un sistema tagliato sulle loro prerogative uniche. E’ il caso dei B&W Nautilus, degli 800 SD; del già citato super-pre valvolare Convergent SL-1 Legend, e di alcune amplificazioni valvolari (Jadis, Esoteric).

Dato un orientamento all’associazione sinergica cassa>ampli, ci si può dedicare con attenzione alla scelta della sorgente, il lettore del supporto sonoro. Stiamo vivendo un momento in cui disponiamo di un’inedita quantità di sorgenti. “Quantità” non è sinonimo di “qualità” e “nuovo” non significa “migliore”. Meglio, allora, farsi un’idea di cosa cercare per riconoscere l’obiettivo che si vuole raggiungere. Se è la praticità - senza ovviamente scadere nel mediocre o nell’ordinario – a guidare la nostra ricerca, un lettore multistandard può essere la scelta opportuna. Molti dei marchi fin qui citati hanno in catalogo un lettore che sappia leggere CD e DVD, taluni anche SACD (SuperAudioCD), con punte di assoluta eccellenza per Esoteric e Classè. Nel caso di Denon ci spingiamo sulle frontiere più avanzate dell’audio/video con i suoi raffinatissimi lettori Blu-ray e quello che è il “primo, vero lettore digitale universale”: DVD-A1UD. Per gli audiofili impenitenti che reputano scelta primaria e irrinunciabile il CD o il SACD, è d’obbligo la conoscenza dei cataloghi Esoteric e Classé, con modelli di riferimento assoluto, senza dimenticare le realizzazioni di Copland, Primare, Rotel, e ancora Denon, di straordinaria convenienza e musicalità, con modelli associabili all’amplificazione della stessa classe.

Abbiamo parlato di digitale e nuove frontiere dell’audio & video, ma il trend più trendy del momento è un oggetto caratterizzato da una tecnologia quasi antidiluviana: il Vinile! Mai, come in questi ultimi anni, c’è stata una così ampia scelta di giradischi, alcuni da nomi noti, altri quasi usciti dal nulla, con modelli che sembrano partoriti dalla fantasia di Jules Verne. Naturalmente, anche in questo Audiogamma ha la soluzione più opportuna. Nel bouquet figurano specialisti collaudati e carichi di allori, quali VPI e Pro-Ject Audio, in partnership con altrettanti protagonisti del 33 giri, quali Benz Micro, Denon e Sumiko per le testine. Lehmann Audio, Pro-Ject Audio ed Esoteric per le unità phono separate. A queste si possono aggiungere le versioni “phono” dei pre, tra cui spicca quella del Convergent SL-1 Legend (ancora lui…).

Abbiamo tracciato, per grandi linee, le “istruzioni per l’uso” per comporre la nostra “soluzione ideale”, alla quale mancano, per funzionare e raggiungere le prestazioni ottimali, un paio di cose, che potremmo chiamare “accessorie”, ma che facilmente diventano indispensabili. Vale a dire i cavi di collegamento (tra i singoli apparecchi e tra questi e le casse), e mobili e supporti che andranno ad accogliere le elettroniche. A tal proposito, le soluzioni proposte da Audiogamma sono competenti ed efficaci, modulabili secondo il numero e la tipologia degli apparecchi. I cataloghi Audioquest (cavi) e Solid Steel e BDI (tavolini e supporti) forniscono le risposte giuste ad ogni necessità.

Una catena di riproduzione hi-fi o audio/video, ha come compito definito, come “mission”, quello di leggere il più fedelmente possibile il contenuto di un supporto registrato. Quando si eleva la qualità di uno o più componenti la catena di riproduzione, crediamo di “migliorare” il suono. L’effetto è sicuramente quello, ma la causa è quello di un minor deterioramento del segnale in ingresso. Appena il segnale abbandona il disco ed approda ad un dispositivo di decodifica (DAC o RIAA che sia), comincia a deteriorarsi. Distorsioni, trasformazioni (il segnale può diventare da ottico ad elettrico, da digitale ad analogico, da elettrico ad acustico), interferenze, vibrazioni, risonanze, rimbombi, tutto congiura contro la purezza del segnale originale. Le apparecchiature migliori, quelle più costose, non migliorano il segnale; lo proteggono meglio! Per questa ragione, quando si progetta un sistema di riproduzione, di qualsiasi tipo o classe, la punta di diamante della “squadra” deve essere il lettore. Se si perdono informazioni in partenza, non si recuperano più. Non solo; se si pone un’amplificazione ed una acustica di pregio a valle di un lettore mediocre, si sentiranno tutte le limitazioni di questo, avendo infine un suono peggiore. Motivo per cui, al momento della ripartizione del budget per l’acquisto del sistema di riproduzione, un’attenzione particolare va rivolta alla sorgente. Oggi si possono acquistare lettori digitali per poche centinaia, talvolta decine di euro. Per vedersi qualche filmetto su un 17 o 21 pollici catodico nella casa di campagna va pure bene, ma tornati dalla scampagnata, tutto finisce su uno scaffale o in un armadio. Oggi i lettori CD sono prossimi alla perfezione, avendo mutuato dalla tecnologia DVD cose che ne elevano grandemente le prestazioni. Ormai è una macchina ad esclusivo appannaggio degli appassionati di musica, e già con qualche centinaio di euro si possono acquisire modelli di raffinate virtù (vedi cataloghi Denon e Rotel). Lo stesso discorso lo possiamo fare per il DVD, anche se il Blu-ray, con Denon, butta sul tavolo un asso pigliatutto a cui è difficile contestare qualcosa. Rimanendo nel quotidiano, per ottenere veramente il meglio da un CD o SACD occorre andare sui modelli top. I cataloghi Esoteric, Classé, Primare, Copland, Denon offrono modelli di prezzo via crescente, in linea con il tasso di eccellenza che si intende raggiungere.

Stabilita la quota prestazionale della sorgente, si passa a considerare quella dell’amplificazione. Come accennato in apertura, se non siete degli esperti, o amate la praticità, un integrato a stato solido (transistors) è la scelta più ragionevole. Il wattaggio non rappresenta un problema nella maggioranza dei casi. Piccoli che siano, gli amplificatori del terzo millennio, una cinquantina di watt conservativi li tiran sempre fuori, con capacità dinamiche che vanno oltre il presumibile. Rotel e Denon sono – in tal senso - dei valori di riferimento e quasi tutti posseggono l’ingresso per il giradischi analogico, una spesa risparmiata per gli amanti del black-disc. I modelli di queste due aziende ben si comportano anche con casse dalle impedenze ostiche (sotto i 4 ohm), come spesso sono le B&W, anche nella Serie 600. Una combinazione Rotel o Denon + B&W, oltre ad essere musicalmente felice, è elettricamente corretta, con i vantaggi di una totale affidabilità di funzionamento e di prestazioni tecnicamente ottimizzate.

Cambiando ottica, puntandola su marchi di stretta osservanza audiophile, si possono trovare modelli di alto profilo tecnico, caratteristiche alle quali si aggiungono percezioni e proiezioni individuali, ma la metrica dei criteri di selezione rimane sempre la stessa. Qualche esempio. L’amplificatore integrato Copland CT-405 è uno splendido apparecchio, un classico nel suo genere, con 50 watt per canale e quattro pregiate valvole KT88. E’ un progetto che ha una sua precisa personalità sonora e una tecnologia che richiede un minimo di manutenzione ed attenzione. Come un’auto sportiva o un vino pregiato. Chi decide di possederlo, deve scegliere il resto del sistema di conseguenza. La sua trasparenza ed ariosità ci permettono di accompagnarlo a sorgenti particolarmente pregiate, analogiche o digitali che siano. Pro-Ject RPM-10 e Copland CDA-823 sono dei partners validi ed opportuni. Per le casse, dovremo evitare modelli che richiedano molta corrente e/o siano elettricamente un “tour de force”. Con un ambiente intorno ai venti metri quadri, le formidabili B&W 805 SD, o le compatte e deliziose CM-5, entrambi con carico attorno a 4 ohm, possono dare esiti acusticamente formidabili per finezza e
pathos, soprattutto se si è amanti di generi acustici. Il calore e l’introspezione della gamma media del Copland trova in questi due modelli B&W la massima espressività e gloria musicale, tanto da render difficile desiderare di meglio. In chiave opposta, una grande sala consente un margine di scelta sensibilmente più ampio. I modelli da pavimento B&W sono tutti - compresi quelli della Serie 600 - in grado di sonorizzare vaste metrature con notevoli doti
di dinamica, dettaglio, banda passante, correttezza tonale. Purché si dia loro la corrente necessaria (sono quasi tutti attorno ai 3 ohm). Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Denon, Rotel, Primare, Classé, Jeff Rowland, sono i nomi a cui rivolgersi sia per soluzioni integrate, sia – soprattutto - per quelle pre & finale, configurazione che consente più margini di manovra per sofisticazione (multiamplificazione) o espansione futura (passare ad un pre o ad un finale più performante). Con queste premesse trovano terreno fertile le eccezionali caratteristiche dei modelli di punta di B&W (800 Series Diamond), considerati dalla stampa di settore internazionale come lo standard di riferimento assoluto.

Esiste, infine, un’opzione che sta via via diventando sempre più praticata e qualificata, ed è quella dei componenti life-style, lussuoso mix tra design, tecnologia, prestazioni, funzionalità, praticità. La CX-Series Denon, il CDI-10 Primare, lo Zeppelin B&W, i Box Design Pro-Ject, che possono avere la loro ragione d’esistere in un ben delineato contesto. Non sono più una boutade tecnicocommerciale, ma apparecchiature tecnologicamente mature, con prestazioni altamente dignitose che han poco da invidiare ai tradizionali “separates”. Tra le riviste di settore più blasonate, quelle nordamericane tanto per
intenderci, è uso catalogare la classe prestazionale degli apparecchi con una lettera, come si fa talvolta per le auto. Classe A, B, C, e via discorrendo, pur con qualche variante a sottolineare i prodotti “borderline”. Tale designazione risulta pratica per inquadrare rapidamente un oggetto anche senza conoscerlo direttamente, consentendo di progettare sistemi che, sulla carta, abbiano corretti margini di compatibilità e coerenza prestazionale.

Classe C: è il prodotto dotato di un grande rapporto qualità/prezzo (best-buy).

Classe B: è il prodotto di classe media, costruito con più attenzione rispetto all’entry-level e con prestazioni talvolta prossime all’eccellenza, pur mantenendo un costo ragionevole. (recommended)

Classe A: è il prodotto di eccellenza, espressamente dedicato alle prestazioni, ma ancora legato ai valori di mercato al quale appartiene.

Classe AA: siamo nell’ambito della Super High-End, prodotti unici per classe e prerogative, compreso l’orgoglio di possesso. Sulla scorta di questa esperienza, GammaDelta vuole suggerire ai lettori alcune proposte d’impianto “ ideali” declinate per classe di prezzo, prestazioni, cubatura.

Uso del sito